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Storie dal Venezuela, un tempo per andare e uno per tornare

Nell’ambito della Festa di San Martino, il comitato di "Palse nella memoria... La memoria di Palse" in tema di emigrazione



19 venezuelaNell’ambito della Festa di San Martino, il comitato di "Palse nella memoria … La memoria di Palse", da dieci anni, in tema di emigrazione, propone una mostra fotografica documentale. Nell’edizione del 2019, il titolo dell’iniziativa è stato: "Un tempo per andare… un tempo per tornare" ed ha riguardato la storia di chi emigra e di chi rientra, vista anche in una prospettiva di attualità. Nell’esposizione sono state narrate tre storie, intitolate: "Uomini in cambio di carbone", "Professioni e nuova emigrazione" e "Storie dal Venezuela". Le "Storie dal Venezuela" sono state anche il tema della conferenza inaugurale.
Le hanno raccontate Emma Battistella e suo marito Gustavo Garcia, che in quella terra sono nati per poi "ritornare" in Italia. Il racconto ha riguardato la storia di Giuseppe Battistella, il padre di Emma, che da Palse è partito per il Venezuela nel 1956, della sua famiglia e delle difficoltà politiche economiche e sociali che in Venezuela oggi si trova a vivere la popolazione.
La storia incomincia quando Giuseppe Battistella (classe 1937), figlio di Giovanni Battistella e di Emma Santarossa, a 19 anni lascia Palse per il Venezuela, che in quegli anni sta attraversando una fase di crescita economica. Giuseppe, imbarcatosi a Genova a bordo della nave Usodimare, ai primi di ottobre del 1956, arriva a La Guaira, il principale porto del Venezuela, a una ventina di km della capitale Caracas e, per alcuni mesi, è ospite degli zii. Si sposta poi nella zona di Maracaibo, l’area con il maggior sviluppo economico del Venezuela. Giuseppe lavora nel settore della metalmeccanica e, negli anni, grazie a capacità e impegno, diventa titolare di due aziende (costruzione di scaffalature e altri lavori inerenti alla metalmeccanica), con circa 25 dipendenti complessivi.
In Venezuela, Giuseppe incontra Santa De Salvo, di sette anni più giovane, che diventerà sua moglie. Santa è arrivata in Venezuela nel 1957 con la famiglia, proveniente da Messina. Giuseppe e Santa si sposano nel 1961 ed hanno quattro figli: Emma, le gemelle Laura e Concettina e il fratello Giovanni. In Venezuela, Giuseppe (scomparso nel 2014) è stato molto apprezzato per il suo operato. Infatti, gli sono stati attribuiti importanti riconoscimenti per la sua attività imprenditoriale e il suo contributo alla crescita della comunità.
Emma è la maggiore dei quattro figli di Giuseppe e Santa e, come la maggior parte dei venezuelani di origine italiana, ha la doppia cittadinanza: italiana e venezuelana. Si è laureata in Scienze dell’educazione (insegnante di scuola materna) all’Università di Zulia e, per 25 anni, ha insegnato nelle Scuole materne di Maracaibo. Emma si è sposata con Gustavo Garcia ed hanno due figli, la figlia Milagro e il figlio Alejandro. Gustavo Garcia è venezuelano di origine con cittadinanza italiana acquisita nel 2006. Gustavo si è laureato in economia all’Università pubblica ed ha lavorato nella società petrolifera PDVSA, nel settore amministrativo finanziario, dove era diventato responsabile di un importante ufficio con 22 collaboratori di alta professionalità. Il suo ufficio vagliava la fattibilità e validità economico-finanziaria dei progetti.
Dopo il lavoro in PDVSA, in Venezuela, Gustavo ha svolto altre attività da dipendente e in proprio. In particolare, aveva avviato con un socio un servizio trasporti via acqua, sul lago di Maracaibo, con cinque motoscafi. Questa azienda, come altre, è stata requisita dal governo. A questo punto, data la situazione e la grave crisi in cui si trova il Venezuela, Gustavo decide di venire in Italia, dove arriva nel 2016. Qui ora lavora in un’azienda sempre in ambito amministrativo. Emma con la figlia Milagro, lo raggiunge dopo un anno, mentre il figlio Alejandro è giunto in Italia di recente, dopo aver conseguito, in Venezuela, la laurea in Ingegneria industriale. Ora Emma, Gustavo e il figlio Alejandro sono in Italia, mentre la figlia Milagro attualmente lavora in Spagna. Giovanni, il fratello minore di Emma, è giunto in Italia nel 2016, assieme a Gustavo, poi sono arrivati la moglie Jennifer e i figli Giuseppe e Francesca. Le figlie di Concettina, Juliana e Andreina e Fabio, il figlioletto di quest’ultima, sono in Italia da 5 mesi. In Venezuela, per non lasciare incustodite le loro case costruite con tanti sacrifici, sono rimaste la madre Santa e le due gemelle Laura e Concettina. Inoltre, Santa ormai si sente legata a quella terra nel ricordo di una vita vissuta assieme a Giuseppe.
Emma e Gustavo non hanno certo dimenticato il Venezuela, i loro familiari e gli amici che là sono rimasti e nei limiti delle loro possibilità mensilmente, per mezzo della Caritas, fanno pervenire loro pacchi di viveri e vestiario. Tuttavia, la scelta di questo "ritorno" alle origini in Europa - ed in Italia in particolare- rappresenta per questi due genitori la speranza che per i loro figli possa esserci un futuro migliore.

Lorenzo Ferman
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